martedì 7 dicembre 2010

Richter, rigore germanico dalla figura all'astrazione

Gerhard Richter
È stato definito un pittore pop, ma se c'è qualcosa che non è intenzionale nella sua poetica è il voler piacere a tutti costi alla massa. La sua ricerca, da sempre rigorosa e senza tentennamenti, è partita da una pittura figurativa dalla inconfondibile pennellata morbida, spesso volutamente sfocata, con cui affronta i temi tradizionali di ritratto, paesaggio e natura morta, suddividendoli in ulteriori sottotemi (nuvole, donne, teschi, candele, nudi, aerei) e trattandoli in chiave del tutto contemporanea, con l'impiego deliberato di fotografie come base della composizione. In seguito è passata per una forma di astrazione che comunica all'osservatore un mix di libertà, ascetismo ed eleganza giocata su grandi, colorate e silenziose tele.
Ed è infine giunta all'attuale ricerca di astrazione totale, articolata sulle tavole di variazione cromatica, ricerca che ha trovato una solenne consacrazione nella grande mostra tenutasi recentemente alla Serpentine Gallery di Londra.
Come vediamo dalla foto sopra, l'artista ha genotipo Jue-Yin e neurotipo Tai Yin, il che spiega da una parte l'esuberanza concettuale e la libertà coloristica, mentre dall'altra la cura tecnica maniacale della pennellata, sia essa morbida e volutamente nebulosa come nella fase figurativa, sia decisa e perfetta nei contrasti delle studiate sovrapposizioni cromatiche proprie delle opere astratte, come della precisione matematica delle formule usate per l'ultima fase di ricerca pittorica, appunto quella delle tavole di colore.
Il suo sito, www.gerhardrichter.com è un monumento della comunicazione d'arte, scientificamente perfetto, esaustivo, un vero e proprio viaggio nell'estetica del nostro tempo.
(Dresden, 9 febbraio 1932 - vivente)

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