| Marcel Duchamp |
Ormai la storia ha decretato che Marcel Duchamp è colui che all'inizio del Novecento ha dato all'arte occidentale lo scossone che ha aperto la strada al successivo fiorire di tutti i linguaggi artistici del secolo e al formarsi dell'estetica contemporanea.
Non potremmo concepire l'attuale ampiezza del concetto di ciò che consideriamo arte se, con folle quanto lucido estremismo concettuale, nel 1917 egli non avesse prelevato un orinatoio di porcellana dal suo contesto abituale, gli avesse dato un titolo e un ruolo nuovi e l'avesse messo in mostra in galleria.
Una operazione, come altre analoghe, per la quale venne giustamente considerato il padre del movimento Dada.
Ad un simile gesto radicale giunse dopo una fase di pittura che lui definiva "retinica", che abbandonò al compimento di non più di una cinquantina di dipinti. Seguirono quindi le grandi e rivoluzionarie opere concettuali, dopo le quali Duchamp si dedicò agli scacchi, attività che lo vide giungere ai massimi livelli internazionali.
Biografia singolare, tanto bizzarra quanto geniale, di un vero e proprio alchimista della semantica, che in questa foto ci guarda sornione e tranquillo, covando certamente l'ennesimo colpo di genio che le nostre menti autolimitate e così poco inclini al gioco totale non potranno in alcun modo prevedere.
Costituzione evidentemente Ectoide, magro e scavato, con una intelligenza fine e speculativa, capace dei più acrobatici paradossi, Duchamp ha un genotipo Shao Yin (nervoso) e un neurotipo Jue Yin (sanguigno). Come dire: una miscela esplosiva di eleganza innata e spettacolare esibizionismo.
(Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 - Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968)
Non potremmo concepire l'attuale ampiezza del concetto di ciò che consideriamo arte se, con folle quanto lucido estremismo concettuale, nel 1917 egli non avesse prelevato un orinatoio di porcellana dal suo contesto abituale, gli avesse dato un titolo e un ruolo nuovi e l'avesse messo in mostra in galleria.
Una operazione, come altre analoghe, per la quale venne giustamente considerato il padre del movimento Dada.
Ad un simile gesto radicale giunse dopo una fase di pittura che lui definiva "retinica", che abbandonò al compimento di non più di una cinquantina di dipinti. Seguirono quindi le grandi e rivoluzionarie opere concettuali, dopo le quali Duchamp si dedicò agli scacchi, attività che lo vide giungere ai massimi livelli internazionali.
Biografia singolare, tanto bizzarra quanto geniale, di un vero e proprio alchimista della semantica, che in questa foto ci guarda sornione e tranquillo, covando certamente l'ennesimo colpo di genio che le nostre menti autolimitate e così poco inclini al gioco totale non potranno in alcun modo prevedere.
Costituzione evidentemente Ectoide, magro e scavato, con una intelligenza fine e speculativa, capace dei più acrobatici paradossi, Duchamp ha un genotipo Shao Yin (nervoso) e un neurotipo Jue Yin (sanguigno). Come dire: una miscela esplosiva di eleganza innata e spettacolare esibizionismo.
(Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 - Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968)

